Me ne sarei rimasta lì beatamente avvolta tra le braccia di Morfeo se non si fosse messo a suonare il campanello, insistentemente costringendomi ad alzarmi ancora intontita per dirigermi verso la porta convinta che la fosse la mia compagna che aveva dimenticato di nuovo le chiavi. << Eccomi, Serena, arrivo!>> Dissi a voce alta ed un po' roca a causa del sonno senza attendermi alcuna risposta dall'altro lato: non ero ben certa nemmeno del fatto che lei mi avesse sentita. Raggiunsi la porta d'ingresso così com'ero vestita: avvolta in una camicia da notte nera dalle spalline sottili, il cui tessuto setoso andava ad aderire alle mie forme sottolineandone la curvatura e l'abbondanza dei seni sodi e privi di costrizioni. Aprii l'uscio a colpo sicuro, chi altri avrebbe potuto suonare con tanta insistenza e proseguire anche dopo che le avevo detto che sarei arrivata di lì a poco? Chi se non << Ser... >> No... non si trattava di Lei. << Marco? Che ci fai qui? Serena è uscita se vuoi posso dir...
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