Quell'anno mio nonno lo pagava perché l'aiutasse nei campi un po’ perché si sentiva ormai vecchio, un po’ perché Manuel, così si chiamava, aveva cinque figli e poca terra da coltivare e quindi accettava volentieri di lavorare anche per gli altri.Mi ricordo che mi annoiavo a giocare con i miei cugini e i figli dei vicini come gli anni passati, preferivo starmene per conto mio a leggere prendendo il sole oppure girare intorno alle mie zie cercando di carpire loro quei piccoli segreti della vita che tanto stuzzicavano la mia curiosità. Quel giorno guardavamo Manuel falciare l'erba nel caldo del pomeriggio: portava solo dei corti pantaloncini rossi e il suo corpo era solcato da lunghe gocce di sudore. Era alto e molto ben fatto, con muscoli enormi, abbronzatissimo, merito anche dei geni di sua madre, di origine spagnola, che fra l'altro gli aveva dato quel nome un po’ esotico. Le mie zie lo guardavano e lo sognavano."Che cosa dev'essere avere un uomo così…", iniziò zia Marta."Certo che s...
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