Io nacqui a Firenze un bel po’ d’anni fa e, perciò, mi è rimasto il gusto della lingua che avevo appreso da bambino. Era la lingua di Dante piena di parole strane soprattutto quando si parlava di sesso o di cose affini. Io mi ricordo che da bambini non si faceva altro che parlare di cose ‘sporche’ anche se noi non capivamo nemmeno a cosa si riferivano.
Soltanto quando fummo un po’ più grandicelli comprendemmo che le parole che usavamo si riferivano non solo al sesso dei più grandi ma anche a quello di noi bambini e bambine. Ma la nostra curiosità non si poteva fermare soltanto alle parole e si voleva vedere con i nostri occhi e toccare con le mani le cose vere che erano indicate proprio da quelle parole.
o mi ricordo ancora che noi ragazzini, quando ci mettevamo a pisciare e facevamo a gara a chi pisciava più lontano, ci domandavamo: “Ma come faranno le ragazzine a pisciare lontano se non hanno l’uccellino che noi possiamo tenere...
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