Lui venne infine; tornò. Lei ne era entusiasta, e felice, eccitata. Vergognosamente, spudoratamente ansiosa, eccitata. Lo schiavo non lo sapeva; Lei non lo dava a vedere (lo schiavo, era il marito della donna). Lo sentiva, lo capiva che c’era in aria qualcosa, ma non sapeva, e percepiva di non dover chiedere; non vi era disposizione per una spiegazione. Sabato pomeriggio, lo lasciò nudo a quattro zampe, come un cane, con il collare e la catena attaccata, agganciata alla vicina parete.
A terra, una ciotola di plastica, vuota. "Aspettami qui, cane –disse-, io torno." E senza degnarlo di uno sguardo o di una parola si tirò dietro la porta, chiudendola alle sue spalle. Lui la sentì allontanarsi, e sparire dietro il portone che si rinchiudeva, in strada. Si era truccata, ma non in maniera –apparentemente- particolare, o eccessiva. Come per uscire, come per andare a compere. Sabato pomeriggio, da sola.
Questo lo rattristava e lo m...
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